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Il latte della vita

Papa Francesco ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi sul tema della vecchiaia: «Oggi incominciamo un percorso di catechesi che cerca ispirazione nella Parola di Dio sul senso e il valore della vecchiaia. Facciamo una riflessione sulla vecchiaia.

Da alcuni decenni, questa età della vita riguarda un vero e proprio “nuovo popolo” che sono gli anziani. Mai siamo stati così numerosi nella storia umana. Il rischio di essere scartati è ancora più frequente: mai così numerosi come adesso, mai il rischio come adesso di essere scartati.

Gli anziani sono visti spesso come “un peso”. Nella drammatica prima fase della pandemia sono stati loro a pagare il prezzo più alto. Erano già la parte più debole e trascurata: non li guardavamo troppo da vivi, non li abbiamo neppure visti morire. … Ci domandiamo: c’è amicizia, c’è alleanza fra le diverse età della vita o prevalgono la separazione e lo scarto? … L’allungarsi della vita incide in maniera strutturale sulla storia dei singoli, delle famiglie e delle società.

Ma dobbiamo chiederci: la sua qualità spirituale e il suo senso comunitario sono oggetto di pensiero e di amore coerenti con questo fatto? Forse gli anziani devono chiedere scusa della loro ostinazione a sopravvivere a spese d’altri? O possono essere onorati per i doni che portano al senso della vita di tutti?

Di fatto, nella rappresentazione del senso della vita – e proprio nelle culture cosiddette “sviluppate” – la vecchiaia ha poca incidenza. Perché? Perché è considerata un’età che non ha contenuti speciali da offrire, né significati propri da vivere.

Per di più, manca l’incoraggiamento delle persone a cercarli, e manca l’educazione della comunità a riconoscerli. … La vecchiaia è un dono per tutte le età della vita. È un dono di maturità, di saggezza».

C’è un episodio molto singolare nelle Fonti Francescane, dove si comprende che anche una persona anziana, insieme ad una fede profonda e alla virtù della carità, può essere, con l’aiuto di Dio, di fondamentale aiuto a chi è in grave pericolo, anche se si dovesse trattare di un bambino molto piccolo: “Nella diocesi di Sabina c’era una vecchierella ottuagenaria, alla quale la figlia, morendo, aveva lasciato un bambino ancora lattante. Piena di miseria, era la vecchierella, ma vuota di latte: e non c’era nessuna donna che si prestasse a dare al bambino affamato la necessaria razione di latte, sicché la vecchierella non sapeva proprio da che parte voltarsi. Intanto il bambino si indeboliva.

Allora la vecchierella, priva di ogni aiuto umano, una notte, tra una pioggia di lacrime, si rivolse con tutta l’anima al beato padre Francesco, invocando soccorso. Il Santo, che ama l’età innocente, fu subito accanto a lei e le disse: «Io sono san Francesco che tu, o donna, hai invocato con tante lacrime. Porgi le tue mammelle alla bocca del bambino, perché il Signore ti darà latte in abbondanza».

La vecchia adempì all’ordine del Santo e immediatamente le mammelle della ottuagenaria diedero latte in abbondanza. La fama di questo mirabile dono del Santo si diffuse ovunque, perché molti, uomini e donne, erano accorsi a vedere. E siccome la lingua non poteva impugnare ciò che gli occhi attestavano, tutti si sentivano infervorati a lodare Dio per la potenza mirabile e per l’amabile pietà del suo Santo” (FF 1323).

In conclusione della catechesi Papa Francesco paragona gli anziani alle radici di alberi che portano frutti buoni alle nuove generazioni: «Non dimentichiamo che nella cultura sia famigliare sia sociale gli anziani sono come le radici dell’albero: hanno tutta la storia lì, e i giovani sono come i fiori e i frutti. Se non viene il succo, se non viene questa “flebo” dalle radici, mai potranno fiorire.

Non dimentichiamo quel poeta che ho detto tante volte: “Tutto quello che l’albero ha di fiorito viene da quello che ha di sotterrato (Francisco Luis Bernárdez). Tutto quello che di bello ha una società è in rapporto con le radici degli anziani. Per questo, in queste catechesi, io vorrei che la figura dell’anziano venga posta in evidenza, che si capisca bene che l’anziano non è un materiale di scarto: è una benedizione per una società».

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