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Basta il resto!

Ciao bambini! Ben ritrovati! Ormai un nuovo mese è alle porte e, con lui, l’inizio del Tempo di Quaresima che si aprirà proprio il 2 marzo con il Mercoledì delle Ceneri.

Perché si chiama così? È un simbolo che ci ricorda di essere umili perché siamo creature di Dio, nate dalla terra e che alla terra, un giorno, ritorneranno.

In questo importante tempo, che durerà 40 giorni, saremo invitati a riflettere su noi stessi per avvicinarci di più al Signore e, insieme a Lui, scoprire meglio il nostro cuore.

Cosa vuol dire? Che non ci conosciamo? Beh, in effetti, anche se sembra strano, senza l’aiuto di Dio è difficile guardarsi dentro facendo luce sui propri difetti e sulle proprie debolezze perché, istintivamente, cerchiamo di nasconderle. Vero?

Ma in una cosa siamo bravissimi, cari bambini! Quale? Trovare i difetti degli altri! E proprio di questo si parlerà nel Vangelo di Luca del 27 febbraio che ci apre il cammino di questi quaranta giorni che ci condurranno dritti dritti alla Pasqua del Signore.

Ascoltiamolo: «In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: “Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: ‹Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio›, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello…».

Come abbiamo anticipato, cari bambini, il Signore ci invita a riflettere su noi stessi: e come lo fa? Facendoci subito una strana domanda: “Può forse un cieco guidare un altro cieco?”.

Anche se la risposta sembra scontata, in realtà, cari bambini, non lo è affatto! Perché? Perché quando il Signore parla dei due ciechi, parla di noi! Nel senso che, spesso, tendiamo a pensare di essere un po’ meglio degli altri e di conoscere quello che è giusto.

Siamo sinceri, bambini, non ci viene davvero facile vedere gli errori di chi ci è attorno? Che siano azioni, o aspetti del loro carattere, spesso la vista laser di Superman ci fa un baffo perché, noi, scoviamo tutto, ma proprio tutto, quello che non va!

E per non farci mancare niente, magari, facciamo anche qualche ramanzina insegnando quello che si deve fare o dire! Che buffi! Siamo davvero tutti “uguali” in questo, sapete? E il Signore, che ci ama per quello che siamo, lo sa bene!

Per quello ci considera come il cieco che guida l’altro cieco: perché noi, che non vediamo i nostri difetti, cerchiamo di guidare gli altri nel correggere i difetti che non si vedono! Che complicazione! Allora che fare? Beh, in realtà la cosa migliore da fare e di sforzarci a non fare nulla!

Perché non fare nulla? Perché sarebbe bello imparare a lasciar fare al Signore! Vedete bambini, voi siete giovani, ma crescendo sarà sempre più forte il desiderio di fare tutto da soli.

Questo non è un male, anzi è importante imparare le proprie responsabilità, però, cari bambini, noi non siamo soli! Non dobbiamo dimenticarlo!

Così, come Gesù ci ha salvato dai peccati, perché non potevamo farlo da soli, così continua ad aiutarci a far luce su noi stessi per migliorarci perché, senza di Lui non ne siamo in grado.

È questo quello che intendiamo quando diciamo di non fare nulla: perché l’unica cosa da fare è chiedere che lo faccia il Signore per noi! A noi l’impegno, la fiducia e l’umiltà! E il resto? E il resto è tutto del Signore!!!

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