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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

18 – 25 gennaio 2022

“Nella nostra vita, ci sono tanti segni, – diceva il papa a Greggio, qualche anno fa –  e nel Vangelo, quando si parla della nascita di Gesù, ce ne sono due che mi fanno riflettere. Il cielo è pieno di stelle ma ce n’è una speciale, una stella che ha mosso i Magi a lasciare tante cose e a incominciare un cammino che non sapevano dove li avrebbe portati.” Il Santo Padre paragona quella stella ai segni che costellano la nostra vita e “che ci chiamano a fare qualcosa di più, qualcosa di buono, a intraprendere un cammino, a prendere una decisione”. Pertanto dobbiamo chiedere la grazia di scoprire ‘la stella’ che Dio oggi vuol farmi vedere, perché quella stella mi condurrà a Gesù”.

                                                                                                                                                                                              La strada verso Gesù l’ha percorsa anche il pastore che ha incontrato l’angelo, il quale gli ha indicato il bambino nato sulla mangiatoia. Un’immagine, quest’ultima, che ci dimostra come “Dio si è abbassato, si è annientato per essere uno come noi, per camminare davanti a noi”. È l’immagine della “piccolezza, l’umiltà: Dio che va contro l’orgoglio, la sufficienza, la superbia”. Papa Francesco indica in “questa mitezza di un bambino” l’altro segnale da cogliere, per poi domandarsi: “La mia vita, è una vita mite, umile, che non ha la ‘puzza’ sotto al naso, che non è orgogliosa?”.

“In Oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo”. (Mt 2,2)

Questa la frase scelta dai cristiani del Medio Oriente per celebrare la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani  di quest’anno. Un’occasione preziosa per rimetterci in cammino insieme, aperti all’accoglienza reciproca e al disegno di Dio di essere testimoni del suo amore per ogni persona e popolo della terra.

 La stella è un dono ed i Magi ci rivelano l’unità di tutti i popoli voluta da Dio.

La missione dei cristiani, dunque, è quella di essere un segno, come la stella, per guidare l’umanità assetata di Dio e condurla a Cristo, e per essere strumento di Dio per realizzare l’unità di tutte le genti. La stella che risplende per i Magi è per tutti, accesa prima di tutto nella profondità della coscienza che si lascia illuminare dall’amore. Tutti possiamo aguzzare lo sguardo per scorgerla, metterci in cammino per seguirla e raggiungere la meta dell’incontro con Dio e con i fratelli nella nostra vita quotidiana, per condividere con tutti le nostre ricchezze.

L’esempio a cui rivolgere lo sguardo è dunque quello dei Magi, i quali – commenta il Papa – “sono stati furbi” in quanto “si sono lasciati guidare dalla stella”. Il Pontefice ha spiegato che “tutto lo splendore del palazzo di Erode non li ha tratti in inganno”.Facciamo nostro, allora l’augurio del papa: “Che la nostra vita venga accompagnata sempre con questi due segnali, che sono un dono di Dio: che non ci manchi la stella e non ci manchi l’umiltà di riscoprire Gesù nei piccoli, nei poveri, negli umili, in quelli che sono scartati dalla società e anche dalla propria vita”.

Quest’anno, vista la situazione sanitaria, la Veglia ecumenica di preghiera sarà celebrata, nella nostra Diocesi, a fine aprile, a data da definirsi. Ciò non toglie che, ciascuno di noi, durante la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ma non solo, non possa pregare per l’ut omnes, facendoci furbi come i magi che si sono lasciati guidare dalla stella.

di Giuseppina Attore

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