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Un piazzale per Gino Strada

Lunedì 20 dicembre, alla presenza del sindaco di Ischia Enzo Ferrandino e dell’assessore Carolina Monti, l’area antistante il complesso polifunzionale di Ischia, in via Morgioni è stata intitolata a Gino Strada, fondatore di Emergency e protagonista di tante battaglie civili, rivolte soprattutto alla solidarietà.

La zona, ormai da anni sede di numerose classi liceali, è stata ultimamente rivalorizzata dall’amministrazione comunale e questa scelta apporta un ulteriore tassello ad un progetto di riqualificazione territoriale, che ha visto da poco anche l’allestimento di giochi per bambini, fortemente voluto innanzitutto dal sindaco Ferrandino.

Alla cerimonia, che si è tenuta alle 12:00 nella piazzola dove è stata scoperta la targa, era presente anche Peppino Fiordelisi, coordinatore dell’area Campana di Emergency, il quale aveva voluto prima incontrare alcune classi liceali, riunite nella sala del Teatro Polifunzionale, dove sono stati illustrati i programmi di Emergency, nell’ambito degli appuntamenti organizzati dal festival “Storiae, archeologia e narrazione”.

La richiesta dell’intitolazione è avvenuta, come ha raccontato la stessa dirigente Barbieri, preside del Liceo di Ischia, dagli stessi studenti e dal consiglio di Istituto del Liceo Statale Giorgio Buchner, ottenendo così dalla amministrazione una dedica alla memoria di Gino Strada.

Di seguito la dichiarazione di uno dei rappresentati di Istituto.

«Se abbiamo assistito alla recente intitolazione del Piazzale Gino Strada è anche grazie al Comitato Studentesco e ai liceali tutti. Dopo il peggioramento della situazione conflittuale in Afghanistan e la scomparsa del dott. Gino Strada lo scorso 13 agosto, nonostante fossimo in vacanza, come studenti del Liceo Statale G. Buchner ci siamo mobilitati affinché si facesse qualcosa al fine di tenere acceso un faro su una tematica che non possiamo permetterci di ignorare: quella della guerra.

La scenario straziante del conflitto afghano, che tutti abbiamo visto lo scorso agosto, ha scosso i nostri animi nel profondo. Oggigiorno, forse, noi giovani vivendo con tutti gli agi e i servizi che il nostro Paese e la nostra società occidentale ci concede, perdiamo di sensibilità verso quelle situazioni di guerra con la cinica giustificazione che la cosa non mi riguarda o con il ripetuto “vabbè, ma mica è un problema mio”.

Ecco, con le parole più indifendibili di questa terra, come Pilato, ce ne laviamo le mani. Ad agosto, però, non è stato così per noi liceali: queste scuse effimere non lavavano più le nostre mani dinanzi a foto che ci arrivavano su quegli stessi social che usavamo, e usiamo, per trovare un po’ di svago. La risposta, la nostra risposta non poteva più essere quella.

Il 13 agosto iniziammo a leggere della scomparsa di Gino Strada, chirurgo di guerra e fondatore di Emergency. Nessuno di noi, mi viene da pensare, conosceva benissimo questo uomo, ma da quel giorno iniziarono a girare informazioni su di lui; cosicché noi ragazzi trovammo nel suo operato e nel suo esempio la risposta all’interrogativo che c’eravamo posti dopo il ritiro delle truppe militari in Afghanistan.

La ragione della nostra proposta trova la sua forza nell’art. 11 della nostra Costituzione che recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”. Questo principio lega noi giovani cittadini alla tematica della guerra a alla figura di Gino Strada.

Non mi soffermerò a menzionare una sua biografia, in quanto credo sia noto quasi a tutti il suo operato. Abbiamo scelto Gino Strada perché in lui vediamo un esempio: una persona che, formatasi, ha deciso di spendere la propria esistenza e la propria abilità in campo medico per quanti a causa di conflitti di varia natura rimanevano feriti, ma non solo questo: ha, infatti, prestato servizio anche nei paesi dove la sanità è inesistente o di scarsissimo livello. Per poi, così, giungere nel 1994 con la nascita dell’associazione Emergency che offre cure medico-chirurgiche gratuite di elevata qualità alle vittime della guerra, delle mine-antiuomo e della povertà.

L’ideologia politica, il suo impegno e le sue posizioni nella scena politica nazionale, e non solo, le mettiamo da parte. Non sono quelle che ci interessano.

Vogliamo ricordare, lo sottolineo, l’essersi prodigato per quanti non godono di una situazione favorevole come la nostra: ha messo da parte la sua carriera e si è messo a pieno servizio del prossimo e ciò fa di lui un paradigma da imitare.

I ringraziamenti da parte di noi studenti sono molteplici: al Signor Sindaco il dott. Enzo Ferrandino e all’amministrazione comunale da lui capeggiata, alla delegazione di EMERGENCY rappresentata del Coordinatore Regionale Peppino Fiordelisi, che ci ha onorato della sua presenza, e soprattutto alla nostra Preside, la dottoressa Assunta Barbieri, che sin da subito si è fatta pronta ambasciatrice della nostra proposta. Grazie!».

di Marco Trofa

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