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La fede concreta: quei piccoli gesti invocati dal Papa per Natale

Il 12 dicembre, all’Angelus, Francesco ha esortato i fedeli a compiere un gesto, anche piccolo, ma concreto nei confronti di chi ha più bisogno, per prepararsi nel modo migliore al Natale. E nel mondo, dall’Europa all’America all’Asia, le testimonianze di fede concreta non mancano

È sera ad Elvas, in Portogallo, quando suor Fátima Magalhães, religiosa della Compagnia di Santa Teresa di Gesù, esce per andare in aiuto dei tanti senza-tetto che si rifugiano nell’androne di un palazzo, vicino ad un albero, su una panchina. Ad accompagnarla ci sono tanti volontari che portano un pasto caldo a chi ne ha bisogno. È questo il progetto sociale “Passi di notte”, sostenuto dalla diocesi locale, soprattutto nel periodo natalizio.

Si tratta di uno di quegli “impegni concreti, anche piccoli” che Papa Francesco, all’Angelus del 12 dicembre, ha suggerito di compiere per prepararsi nel modo migliore alla nascita del Salvatore: una telefonata ad una persona sola, una visita ad un anziano o ad un malato, una preghiera, la richiesta o il dono del perdono, un debito da saldare, un aiuto per un povero. Una fede, insomma, che si concretizza materialmente, permettendoci di accogliere pienamente Gesù Bambino.

Andare incontro al prossimo con l’amore di Gesù

E nel mondo, gli esempi di “fede concreta” non mancano: la stessa suor Fátima coordina, oltre a “Passi di notte”, diversi progetti sociali. Il 24 dicembre, ad esempio, gestirà due consegne particolari di regali: quella in carcere, per i figli dei detenuti, e quella nei centri di accoglienza, per i bambini. “Vado incontro al prossimo con lo stesso amore in cui la notte di Natale si va ad accogliere Gesù – sottolinea la religiosa – Se non si va con questo spirito, non ne vale la pena”.

Un aiuto per i bambini

Ma la fede può diventare concreta anche grazie ai militari: l’8 dicembre scorso, ad esempio, il contingente italiano impiegato in Lettonia ha consegnato alla Croce Rossa locale una donazione di 2.400 euro. I fondi saranno destinati ai bambini ospiti dei centri gestiti dall’organizzazione, in modo che possano avere un Natale migliore, non solo grazie a beni di prima necessità, ma anche grazie alla gioia di sapere che non sono soli al mondo, perché c’è chi si preoccupa per loro, con grande umanità.

La raccolta di fondi è stata frutto dell’iniziativa partita dalla “Associazione bersaglieri d’Italia della Campania”, ed è poi stata incrementata con il contributo del personale dell’ambasciata d’Italia in Lettonia e del contingente militare impiegato nel territorio.

Combattere la solitudine degli anziani

In Germania, invece, i cattolici possono aderire alla campagna #daisperanzaora che mira a combattere la piaga della solitudine: “Secondo uno studio della Commissione europea – si legge sul sito della Conferenza episcopale tedesca – la sensazione di solitudine delle persone è aumentata in tutta Europa durante la pandemia di Covid-19. Nel 2016, infatti, circa il 12 per cento dei cittadini dell’Ue e il 9 per cento dei tedeschi ha dichiarato di sentirsi solo, mentre nel 2020 il numero è salito al 25 per cento.

Ciò significa che una persona su quattro in Germania è sola”. Per contrastare questa piaga che si aggrava nel periodo natalizio, la Chiesa locale ha avviato diverse iniziative, tra cui spicca quella di YoungCaritas, la piattaforma delle associazioni Caritas per l’impegno sociale dei giovani: rivolto in particolare ai ragazzi, il progetto li esorta a scrivere una lettera, una poesia, un racconto da inviare poi – anche in formato elettronico – ad un anziano residente in una Casa di riposo. Per le persone della terza età “è confortante sapere che non sono state dimenticate”, si legge sul sito web, e saranno felici di “partecipare un po’, indirettamente, alla vita quotidiana dei ragazzi”, descritta nella loro lettere.

Solidarietà che trabocca

In America, poi, “i piccoli impegni concreti” si possono realizzare grazie a numerose iniziative delle Caritas nazionali: recentemente, Paesi come il Brasile e gli Stati Uniti sono state flagellati da una serie di cicloni e tornado che hanno distrutto intere regioni. In Brasile, ad essere maggiormente colpite sono stati le zone di Bahia e di Minas Gerais dove si contano circa 70 comuni in stato di emergenza ed oltre 70mila persone danneggiate in diversi modi dalle piogge. Numerose le vittime e quasi 20mila gli sfollati.

Per questo, la Caritas e la Conferenza episcopale nazionali hanno lanciato la campagna “#SOS Bahia e Mina Gerais: la solidarietà che trabocca”, in modo da poter raccogliere fondi per l’acquisto di cibo, acqua potabile e beni di prima necessità per la popolazione, inclusi i dispositivi di protezione anti-Covid, dato che l’emergenza pandemia nel Paese è ancora grave.

Una preghiera per chi soffre

Lo stesso avviene negli Stati Uniti dove sei Stati del Midwest sono stati travolti da una serie di tornado senza precedenti, con centinaia di morti. Una situazione “straziante”, ha sottolineato in una nota la Conferenza episcopale nazionale, chiedendo, “in questo periodo di Avvento in cui attendiamo con gioia la nascita del Signore”, la preghiera di tutti i fedeli per le vittime, i feriti, le loro famiglie e le comunità in lutto, nonché per i soccorritori e per chiunque stia provvedendo alle necessità delle persone più colpite, affinché possano trovare “pace, conforto e speranza nella nostra fede e nell’amore infinito di Dio”. Oltre alla preghiera, le persone di buona volontà sono invitate a sostenere il lavoro degli organismi caritativi nazionali.

Una carezza per donare speranza

E la solidarietà si respira anche in Argentina, Paese nel quale la Caritas ha lanciato una raccolta fondi denominata “Il Natale ci rinnova”: in corso dall’8 al 31 dicembre, l’iniziativa è aperta anche ai non credenti e vuole essere un gesto concreto rivolto a chi si trova in difficoltà economiche a causa della pandemia. “Condividiamo la gioia del Natale dando di più – spiega monsignor Carlos Tissera, presidente di Caritas Argentina – contribuendo con quello che possiamo, affinché tutti gli argentini possano ricevere una carezza, in mezzo a tanto dolore”. “Il Natale continua ad essere una celebrazione della speranza – aggiunge il presule – È un invito a ricominciare da capo, un’occasione per rendere grazie per la vita”. Di qui, l’invito ad accorrere materialmente in aiuto dei più bisognosi, seguendo “la stella di Betlemme che ci porta ad incontrare il Bambino Gesù che vive misteriosamente in ogni persona”.

Disponibilità all’ascolto

Infine, in Cina, il cammino dei cattolici verso il Natale si è intensificato, in queste settimane, attraverso opere caritative concrete. Come riferisce l’agenzia Fides, il 3 dicembre, festa di San Francesco Saverio, Patrono della missione in Cina, il gruppo della carità della parrocchia di Aozhen, della città di Ordos, nella Mongolia interna, guidato da don Qiqigeli, di origine mongola, e dalle suore, nonostante la temperatura sottozero, è andato in visita alla Casa di riposo della contea. Oltre ai regali natalizi, gli anziani hanno ricevuto l’amore del Signore, attraverso le cure mediche, l’assistenza e la disponibilità all’ascolto dimostrata dai parrocchiani.

Lo stesso avviene a Shanghai dove, in questo periodo, la comunità ecclesiale di base di Yongnian si è mobilitata per aiutare le famiglie in difficoltà, per la donazione del sangue e per visitare gli anziani e i malati. I fedeli hanno anche sostenuto economicamente la costruzione del Vescovado, del Centro di formazione diocesano, dell’orfanotrofio e della restaurazione delle chiese in varie diocesi.

Fonte: Isabella Piro – Vatican news
Immagine: Vatican News

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