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Cosa? No! Come!

Ciao bambini! Bentrovati! Come state? Siete già tutti a sonnecchiare sotto l’ombrellone? Vediamo se anche il Vangelo di Marco, di domenica 11 luglio, ci dona un po’ di riposo!

“In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.”

Eh no cari bambini, niente riposo con Gesù! Il Signore invia i suoi discepoli, li mette in movimento. A dire il vero gli amici di Gesù sono sempre in movimento, non si fermano mai, vengono sempre inviati per qualche missione. E di che missione di tratta? Far conoscere a mondo l’amore di Dio tramite Gesù! Ma se Gesù invia i suoi amici, allora, lo chiede anche a noi? Sì cari bambini, tutti noi siamo inviati a testimoniare l’Amore di Dio al mondo, tutti i giorni. E come facciamo? Intanto non stando soli. Cosa vuol dire? Come abbiamo letto, Gesù invia gli Apostoli due a due. Perché? Non per farsi compagnia, ma per un motivo che Lui stesso ci ha lasciato detto: “Dove sono due o tre uniti nel mio nome, io sono lì in mezzo a loro”.

Questo vuol dire che Gesù è presente nella “Comunità” e per fare una comunità basta essere almeno in due! Così facendo, Gesù, può operare con loro e con noi. Infatti non sono gli uomini, ma è la presenza del Signore che compie miracoli, guarigioni, che scaccia i demoni e che permette ai Discepoli di fare opere ancora più grandi delle Sue! E se ci fate caso, cari bambini, noterete che Gesù non dice ai discepoli cosa devono dire, ma solo come devono andare. Infatti dice loro di non portare nulla con sé: né pane, né borsa, né denaro. Perché? Perché si abbia fede nel fatto che basta solo la “Presenza del Signore”.

Gli Apostoli devono solo metterci la loro disponibilità. In pratica noi, come loro, dobbiamo solo dire di sì! A tutto il resto ci pensa Gesù! Se noi camminiamo con Lui e per Lui, allora, sarà Lui a vigilare su di noi ed a metterci in bocca le parole giuste da dire! È Lui che ci fa veri testimoni! Ma attenzione bambini! C’è una cosa molto importante da imparare ed è questa: quando diventiamo testimoni di Gesù non serve essere bravi oratori. Che significa? Che non dobbiamo convincere con le parole, ma con il nostro comportamento. Infatti, se le nostre azioni non sono buone, se tra di noi non dimostriamo di volerci bene, come possiamo presentare Gesù che è Dio ed è Amore?

Ad esempio, se ignoro l’amico che ha bisogno di aiuto, o un povero che chiede da mangiare, come potranno credere quando dirò loro che Gesù salva e guarisce? Annunciare Gesù ed essere suoi testimoni, cari bambini, vuol dire diventare come Lui: essere suoi imitatori! Lui si comporterebbe mai come abbiamo detto? Certo che no! Bene, se siamo suoi amici dobbiamo sempre sforzarci di pensare: cosa farebbe Gesù in questa situazione? Come si comporterebbe? Questo modo di portare Gesù agli altri, cambierà il mondo e cambierà il nostro cuore: il mondo perché sempre più persone crederanno nell’Amore del nostro Dio, ed il nostro cuore perché capire che di quell’Amore non potremo più farne a meno! Nemmeno in vacanza…


La Parola del Mese

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