Atti di affidamento a Maria
Il Papa e la Madonna: una “devozione” che arriva da lontano

Alla vigilia del mese mariano, il Papa ha esortato a riscoprire la preghiera del Rosario anche in tempi di coronavirus. Ma la sua devozione mariana viene da lontano – dall’infanzia con nonna Rosa – e arriva fino all’elezione al soglio pontificio, con immagini memorabili come quella della preghiera silenziosa durante il viaggio a Fatima o quella davanti alla Madonna delle Lacrime nel Giubileo del 2016.
“Contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria”. Alla vigilia del mese mariano, Papa Francesco ha esortato a pregare il Rosario, anche in tempi di coronavirus: “Ci renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova”, scrive nella sua lettera, le cui righe ci riportano col pensiero ad un momento già divenuto storia: l’affidamento a Maria, per chiedere la fine della pandemia, con cui è terminato il momento di preghiera del 27 marzo scorso, in una piazza San Pietro vuota ma sotto lo sguardo vigile del Crocifisso di San Marcello al Corso e della “Salus populi romani”, l’antica icona mariana a cui Bergoglio rende omaggio all’inizio e alla fine di ogni suo viaggio apostolico, come aveva fatto all’indomani della sua elezione al soglio di Pietro. Alla vigilia dell’atto di affidamento dell’Italia a Maria, che proprio il 1° maggio, tradizionale inizio del mese mariano, verrà compiuto per iniziativa della Cei nel Santuario di Caravaggio, ripercorriamo i tratti della devozione alla Madonna, che si può riassumere in un’unica parola: “madre”. Come cifra del pontificato e della “Chiesa in uscita”.

La Madonna dei Sette Dolori.  Nella sua omelia del 3 aprile, da Santa Marta, Francesco ha parlato della Madonna Addolorata e ha sottolineato l’importanza di meditare sui suoi Sette Dolori. In modo speciale, ha indicato l’umiltà di Maria: “Non ha mai cercato titoli per se stessa. Il titolo più importante per la Beata Vergine è ‘Madre’, che ha ricevuto da Gesù stesso. E così, come Madre noi dobbiamo pensarla, dobbiamo cercarla, dobbiamo pregarla. È la Madre. Nella Chiesa Madre. Nella maternità della Madonna vediamo la maternità della Chiesa che riceve tutti, buoni e cattivi: tutti”.

La Madonna di Lujan. È stata nonna Rosa – personaggio largamente presente negli aneddoti della sua vita personale che il Papa cita spesso come esempio ai fedeli – ad introdurre il piccolo Jorge Mario Bergoglio all’amore per la Madonna. Da sacerdote e da vescovo, Francesco ha sempre celebrato i riti legati alle feste mariane. Da cardinale e arcivescovo, Bergoglio ha presieduto ogni 8 maggio le celebrazioni di Nostra Signora di Lujan, la Madonna più amata in Argentina. Nel suo stemma vescovile, cardinalizio e papale, figura in basso a sinistra una stella, simbolo della madre di Cristo e della Chiesa.

La Madonna che scioglie i nodi. Anche se devotissimo alle icone sudamericane della Vergine, è ad Augusta, in Germania, che Bergoglio ha scoperto l’immagine che avrebbe caratterizzato il suo culto mariano: la Madonna che scioglie i nodi. Nel 1986 vede un quadro, ex voto per la ricomposizione di un matrimonio in crisi, con Maria che schiaccia la testa al serpente mentre con le mani scioglie i nodi – simboli di unione coniugale – sorretta da due angeli. Nasce così la decisione di introdurre questa immagine in Argentina: nel 1996 ne incorona una riproduzione nella chiesa di San José del Talar a Buenos Aires.

Nostra Signora di Aparecida. Nel luglio 2013, in occasione del suo primo viaggio internazionale, incontrando l’episcopato brasiliano, la storia di Aparecida diventa la chiave di lettura per la missione della Chiesa. Dai tre pescatori che trovano l’immagine dell’Immacolata Concezione, secondo il Papa, si può imparare che “le reti della Chiesa sono fragili, forse rammendate; la barca della Chiesa non ha la potenza dei grandi transatlantici che varcano gli oceani. E tuttavia Dio vuole manifestarsi proprio attraverso i nostri mezzi, mezzi poveri”, come quelli della gente semplice.

La Madonna di Guadalupe. “Il mio desiderio più intimo è fermarmi davanti alla Madonna di Guadalupe”. Francesco lo aveva confessato già sul volo di andata per l’Avana, in occasione del suo viaggio a Cuba e in Messico. Una volta entrato nel Santuario dedicato alla Vergine meticcia, il Papa ha sostato davanti alla sua immagine venti minuti in preghiera, da solo, prima della Messa.

La Madonna delle Lacrime. È il 5 maggio 2016, il giorno della Veglia per asciugare le lacrime, novità assoluta del calendario giubilare. Per l’occasione, a San Pietro, viene esposto il reliquiario della Madonna delle lacrime di Siracusa. Maria, assicura il Papa, “con il suo manto asciuga le nostre lacrime” e “ci accompagna nel cammino della speranza”.

La Madonna di Fatima. Circa dieci minuti, in piedi, in silenzio davanti alla statua della “Signora”. È una delle istantanee più commoventi del viaggio del Papa a Fatima, per proclamare santi i primi bambini non martiri della storia della Chiesa. La devozione per la Madonna di Fatima risale, del resto, all’inizio del ministero petrino di Francesco: al termine della Messa in occasione della Giornata mariana, il 13 ottobre 2013, il Papa ha affidato il suo pontificato alla Madonna di Fatima.

Madre della speranza. Se c’è un’immagine ricorrente nel pontificato di Francesco, e declinata con gli accenti della tenerezza, è quella di Maria “madre della speranza”, come l’ha definita nell’udienza del 10 maggio 2017. Il suo è un “istinto di madre che semplicemente soffre, ogni volta che c’è un figlio che attraversa una passione”. “Non siamo orfani: abbiamo una madre in cielo”, che “ci insegna la virtù dell’attesa, anche quando tutto sembra privo di senso”. Come in questi giorni difficili.

 

*AgenSIR

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